Twitter, allarme per le imprese italiane

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Twitter, allarme per le imprese italiane

Postby sabayonino » Mon Feb 04, 2013 13:09

da Downloadblog.it

Twitter, allarme per le imprese italiane (nel 2013 +43% di attacchi informatici)

Continua a far discutere l’attacco hacker a Twitter e lo fa, scatenando il panico tra i 250mila utenti colpiti (per capire se siete tra gli sfortunati, seguite la nostra mini-guida). Recentemente, infatti, l’ingegner Paolo Lezzi, direttore generale di Maglan Europe, ha spiegato al quotidiano Il Giornale che la situazione potrebbe precipitare e che a rischio non sono tanto i singoli utenti quanto le imprese. “È una sfida a due livelli – spiega l’esperto di cyber security –. Da una parte sfidano i giganti della rete, dall’altra mettono le mani su identità fresche per infiltrare computer e reti aziendali”. E l’Italia non è di certo immune.

A fare il punto della situazione è stato il capo di Maglan Group, l’israeliano Shai Blitzblau, sottolineando che al giorno riescono ben “200 attacchi. Se ci aggiungo quelli solo tentati, i numeri si triplicano”.

I 250mila account violati – quelli che non sono stati messi in salvo, almeno – saranno i mezzi principali attraverso i quali continuerà l’attacco alle società finanziare, alle aziende di moda e ai grandi gruppi alimentari; sarebbero proprio questi, infatti, i bersagli principali:

“La scorsa settimana – spiega Blitzbau – un attacco a 4 aziende italiane ha garantito un bottino di quasi 2 milioni di euro. Gli hacker si sono impadroniti dei codici bancari e hanno trasferito l’ingente cifra su alcuni conti delle Cayman. Noi della Maglan li abbiamo seguiti partendo da alcuni nodi e asiatici dell’Europa dell’est, ma alla vostra polizia mancano le risorse e l’agilità necessaria per colpire questi reati. Quando abbiamo individuato i conti delle Cayman i due milioni di euro erano già stati incassati e ritirati”.

Senza scendere nei dettagli – per i quali vi invitiamo a consultare la fonte –, vogliamo porre l’accento su quanto ha dichiarato Paolo Lezzi, che si è detto convinto – e non senza motivo – dell’esperienza e, soprattutto, della pazienza dei criminali:

“Gli “ospiti – ha spiegato – seguono le decisioni aziendali manipolandole o influenzandole. Possono corrompere il personale chiedendo di copiare migliaia di file o portarsi via gli uomini chiave offrendo compensi assai superiori […] A gennaio i database […] hanno registrato 25 attacchi ad anagrafi o università italiane rivolti a far provvista di nuove identità per nuovi attacchi. […] Nel 2013 gli attacchi aumenteranno del 43 per cento, ma le vostre aziende continuano a sottovalutare la minaccia. Spendono molto in attrezzature, ma spesso non le usano adeguatamente. Lo scorso anno in Italia ho simulato 400 attacchi, riusciti al 90 per cento”.

Fantastico! Non c’è che dire…
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